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lunedì 26 aprile 2010

Congiuntivo o condizionale?

Molte persone sbagliano l'uso del condizionale, usandolo al posto del congiuntivo.

Ne ho avuto riprova proprio quest'oggi, alla tv. Durante la Prova del cuoco, ho sentito lo chef Gianfranco Vissani inciampare su questo tipo di errore, errore che è dovuto alla presenza della congiunzione *se*.

Allora, ne approfitto per fare un po' di chiarezza:


Mi chiedo se andrei fino in fondo a questa vicenda 

Non so se vorrei vivere una vita con te

  • Come vedete, *se* vuole il condizionale quando segue un verbo che introduce la frase interrogativa o dubitativa.
            Complichiamo:
     Mi chiedo che cosa farei se dovessi mostrare un briciolo di coraggio
          Ti chiese se saresti andato fino in fondo

    Nel primo caso abbiamo il verbo interrogativo pronominale CHIEDERSI seguito da *che* + condizionale
    (presente come è al presente - indicativo - il verbo della principale) e poi un se che significa *qualora*, *nel caso in cui* e che esige il congiuntivo (esprime un'ipotesi)

    Nel secondo caso abbiamo il verbo CHIEDERE  seguito da *se* + condizionale (passato come è al passato - remoto dell'indicativo - il verbo della principale).


    Benedetto periodo ipotetico! Ma qual è il periodo ipotetico?
    Per intenderci, quello introdotto da un *se* (tranne quando è preceduto dai verbi interrogativi o dubitativi, lo abbiamo visto). Semplifico, eh.

    Ma non esiste un solo tipo di periodo ipotetico. 
    I periodi ipotetici (per farla semplice, i *se*) sono di tre tipi:
    1. periodo ipotetico della realtà
    2. periodo ipotetico della possibilità
    3. periodo ipotetico dell'irrealtà (o impossibilità)
    Prendiamo una frase come quella qui sotto:
    Se (tu) STUDIARE MOLTO,  (tu) ESSERE PROMOSSO.

    E ora trasformiamola:

    1. Se studi molto, sarai promosso (praticamente, è una certezza: se ora studi, e molto,  avrai la ricompensa e sarai promosso)
    2. se studiassi molto, saresti promosso (è una possibilità, una probabilità, tu studia e vedrai che...)
    3. se avessi studiato molto, saresti stato promosso (eh no, qui non ci siamo: ormai l'ipotesi positiva appartiene al passato, non c'è più nulla da fare)

    Come vedete, il condizionale c'è ancora, ma non segue il *se*, si trova nell'altra parte della frase, detta apodosi (1).

    Dopo il *se* che esprime un'ipotesi - realizzabile oppure no - c'è  il congiuntivo.
    E quando c'è l'indicativo presente, nella seconda parte - quell'apodosi di cui si è parlato - abbiamo sempre un indicativo, ma futuro.

    Tutto chiaro oppure il dubbio amletico (condizionale or not condizionale) sussiste?







    ___________

    (1) "Nel periodo ipotetico, frase principale che esprime la conseguenza dell'ipotesi esposta nella protasi (p.e. apodosi: verrei volentieri; protasi: se potessi)". Fonte on line: dizionario Sabatini-Coletti.

    L'immagine della madìa bianca è presa dal sito internet di Fusion Carantini.

    7 commenti:

    Gio ha detto...

    ahime, l'analisi del periodo non l'ho studiata a dovere ;-)
    Grazie!

    Anonimo ha detto...

    sussiste

    Anonimo ha detto...

    peggio mi sento.... :-((

    Giuseppe P ha detto...

    Grazie avevo un dubbio alla fine ho scritto bene... Odio quando mi capita di sbagliare queste cose per cui nel dubbio un bel ripasso non fa male.

    Anonimo ha detto...

    questi esempi sono molto chiari, ma come devo ragionare con frasi come:
    "Volevo sapere se volessi/vorresti guardare un film"?
    Io ho sempre usato il congiuntivo,in questo caso, ma mi hai fatto venire un dubbio atroce!

    francesco ha detto...

    Se oggi vinceremo è corretto?
    Protesi ... apodosi....parole per me sconosciute...

    Jacqueline Spaccini (Artemide Diana) ha detto...

    per francesco: è accettato